Il comune di Lagosanto.
Lagosanto, pur non rientrando geograficamente nell'Isola Pomposiana, fu messa tra i beni del Monastero. Questo fatto diede inizio a numerose contese,tra le due popolazioni rivali con immensa soddisfazione della città lagunare. Dopo l'anno 1000, causa più importante l'incuria, le opere di Etruschi, e Romani, cominciarono decaddero, e le acque, senza più una regolazione, sommersero parte del territorio. Da qui ebbero origine le valli, che, dopo alcuni secoli, furono arginate ed attrezzate per la pesca. In questo modo le risorse economiche della zona, fino alle bonifiche, di fine Ottocento, e inizio Novecento, furono ad essere solo la pesca, e la caccia. Mentre Ferrara, lottava contro il potere ecclesiastico, per comprendere anche le zone verso il mare, Lagosanto, insieme a Codigoro, avviò una certa autonomia comunale, una libertà limitata sotto il controllo di Pomposa. Ciò avvenne tra il 1225 e il 1260, periodo nel quale si possono datare la nascita del primo paese laghese che, come altri, ebbe origine dalla pieve o parrocchia. Quando Pomposa, verrà presa dagli Estensi, (1415) e l'autorità dell'Abate, verrà circoscritta alle mura del convento, il Comune, potrà dirsi veramente autonomo. Nel periodo tra il 1453 e il 1598 Lagosanto ebbe particolari rapporti con gli Estensi, volti ad una politica di ampia presenza in tutto il Basso Ferrarese. I duchi affittarono le valli Trebba, Ponti, e Isola, come documentano numerosi contratti dell'epoca. Il Governo Pontifìcio, riconobbe Lagosanto come proprietario delle valli maggiori e per l'affitto, gli diede un canone, di 1200 scudi. A Lagosanto rimasero così non in affitto soltanto le vallette di Bosco, Corno di Cervo, Sabbionchi, Mandura, Poazzo, e Prove, (ora Oppio). E' chiaro che la politica dei Cardinali, fu benevola verso Comacchio, mentre fu restrittiva e dura verso Lagosanto. Basti ricordare che a Lagosanto venne vietata la fabbricazione, delle fiocine, visto che solo Comacchio ne aveva l'autorizzazione. Con l'avvento dell'unità d'Italia ripresero le bonifiche del Basso Ferrarese, ma solo a livello imprenditoriale privato.