Codigoro e dintorni, luoghi di interesse culturale e storico nel comune
L'ipotesi che l'originario nome di Codigoro, fosse Neroma, è confutata da Antonio Frizzi nelle sue opere. Anche la località Corniculani, si può calcolare vicina a Mezzogoro. Il nome viene da Gaurus, l'allora Po di Goro, una zona che era inizialmente una biforcazione del fiume: Caput Gauri. In latino si trova il termine Codegorium in alcuni documenti pomposiani del 1243. Mediogaurus è diventata poi Mezzogoro. La storia di Codigoro, la si riconduce al nono secolo quando una comunità di Benedettini, si insediò nel territorio di Pomposa, che allora si trovava su un isolotto bagnato dal Mare Adriatico, e dai rami del Po di Volano, e del Po di Goro. È in questi tempi che si avvia la costruzione dell'Abbazia di Pomposa, la quale fece risaltare Codigoro, e il suo territorio il quale acquisì grande rilevanza grazie ai terreni agricoli e alla creazione del Palazzo del Vescovo, il quale teneva su di se il governo fino ad assobire Codigoro, con l'Esarcato di Ravenna, al quale parteciperà sino all'anno 1000. Dopo, dal 1600 al 1604, la Repubblica di Venezia, fece una modifica al flusso del Po di Levante, facendolo finire più a sud in territorio ferrarese, rendendo inutili le opere idrauliche compiute dagli Este. Le opere di bonifica, ripresero nel 1598 quando Ferrara, andò sotto il dominio dello Stato della Chiesa, fino a metà del '800 quando vennero edificati i primi impianti idrovori, e venne fatta la bonifica del circondario Polesine di Ferrara.
