Cento e dintorni, luoghi di interesse culturale e storico nel comune
Paese sito al centro delle province di Ferrara, Bologna, e Modena. Sullo stemma, vi è il gambero, che ricorda l'origine di pesca del territorio un tempo invaso dall'acqua e ricco in gamberi. In origine tutt'uno con Pieve di Cento, da cui venne separata nel 1376 con decreto del principe cento-pievese, Bernardo de Bonnevalle, vescovo di Bologna, che diede a Pieve di Cento, lo status di "città autonoma", il Comune di Cento, fu diviso dalla sua originaria pieve, da un evento naturale. Ci fu infatti la rotta del Reno, nel sedicesimo secolo, e venne talmente devastato che mise il letto del fiume a metà tra i due centri. Nel 1502 Papa Alessandro VI, diede in dote Cento, a Lucrezia Borgia, nelle nozze con il duca Alfonso della casata estense; Cento, andò allo Stato Pontificio solo nel 1598. Nel 1754 Papa Benedetto XIV, diede a Cento, con Bolla Papale, il rango di Città e durante la Repubblica Cisalpina, (1797) divenne capoluogo del Dipartimento dell'Alta Padusa. Con voto plebiscitario, nel 1860 veniva annessa al Regno dei Savoia. Nel 1928 un decreto reale cambiò il confine con Pieve di Cento, che passò alla provincia di Bologna. La struttura del paese risale al medioevo, ed è contraddistinta da portici, che fiancheggiano le strade più note con palazzi storici, e chiese, di pregio artistico, come il Palazzo del Governatore, la Casa Pannini, e la Chiesa del Rosario. Altri monumenti storici sono: l'antica Rocca, sede d'iniziative estive, e il Teatro Comunale, Giuseppe Borgatti. Per tutti gli appassionati d'arte, la città ha due musei, la Pinacoteca Civica, con numerose opere, di Giovanni Francesco Barbieri, detto il Guercino, genio del Barocco, che a Cento, e la Galleria d'Arte Moderna, Aroldo Bonzagni, pittore centese, che ha contraddistinto l'arte italiana, del '900.

